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Etichettatura (e non solo), nuove norme proposte dalla Commissione UE

Fonte: Commissione europea
Data: 26/04/2023


Il 21 aprile, la Commissione europea ha proposto di rivedere le norme che riguardano la commercializzazione di frutta, verdura, succhi e confetture di frutta, miele, pollame e uova.
Alcune delle revisioni avanzate riguardano:

• etichettatura di origine - Norme obbligatorie per miele, frutta a guscio e frutta secca, banane mature, frutta e verdura rifilate, trasformate e tagliate. In caso di miscele, si propone di riportare sull'etichetta il o i Paesi di origine;
• sprechi alimentari - Le revisioni riguardano sia i rifiuti alimentari sia quelli di imballaggio. Ad esempio, per gli ortofrutticoli esteticamente meno attraenti (con difetti esterni, ma comunque adatti al consumo locale/diretto), venduti a livello locale e direttamente dai produttori ai consumatori, è prevista una deroga dalle norme di commercializzazione. Valorizzarne la freschezza potrebbe offrire ai consumatori maggiori opportunità di acquistare frutta e verdura fresca a prezzi più accessibili e andare a vantaggio dei produttori attivi nelle filiere corte. Lo stesso vale per alcuni prodotti colpiti da calamità naturali o da altre circostanze eccezionali, se il loro consumo è sicuro;
• imballaggio - I prodotti destinati alla donazione potrebbero essere esentati dai principali requisiti di etichettatura. Ciò potrà ridurre gli adempimenti burocratici, facilitando il lavoro degli operatori;
• succhi di frutta - Potranno recare la menzione "senza zuccheri aggiunti" per chiarire che, contrariamente ai nettari di frutta, i succhi non possono per definizione contenere zuccheri aggiunti, una caratteristica di cui la maggior parte dei consumatori non è a conoscenza. Inoltre, per rispondere alla crescente domanda di prodotti con meno zuccheri, un succo riformulato potrebbe indicare sull'etichetta "succo di frutta a tasso ridotto di zuccheri". Per semplificare ulteriormente e adattarsi ai gusti dei consumatori, il termine "acqua di cocco" potrebbe essere utilizzato accanto a "succo di cocco";
• confetture e marmellate - Il contenuto di frutta sarà portato da 350 a 450 grammi minimi (550 per i prodotti di alta qualità) per chilogrammo di prodotto finito. Con l'aumento generalizzato del contenuto di frutta, ai consumatori verrebbe offerto un prodotto con meno zuccheri liberi e una quantità di frutta superiore a quella attuale. Il termine "marmellata", finora autorizzato soltanto per le confetture di agrumi, si applicherebbe a tutte le confetture, in modo da adeguare il nome del prodotto a quello più utilizzato a livello locale;
• uova - I pannelli solari potrebbero essere introdotti nei sistemi di produzione all'aperto per stimolare l'approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. Anche la stampigliatura delle uova verrebbe effettuata direttamente in azienda per migliorare la tracciabilità.

Prossime tappe

Le proposte per gli ortofrutticoli freschi, le uova e il pollame sono oggetto di atti delegati e di esecuzione. I testi resteranno aperti al riscontro del pubblico per un mese. Successivamente, gli atti delegati saranno adottati e sottoposti all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio per un periodo di due mesi. La Commissione li pubblicherà al termine di questa procedura. Le proposte riguardanti confetture, marmellate, succhi di frutta e miele sono incluse in direttive e seguiranno il processo colegislativo ordinario del Parlamento europeo e del Consiglio, prima della loro pubblicazione ed entrata in vigore.
Parallelamente, la Commissione intende trasmettere al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione riguardante la prossima adozione di nuove norme di commercializzazione per il sidro di mele e di pere e per l'etichettatura di origine dei legumi secchi. Questi prodotti non sono attualmente soggetti alle norme di commercializzazione del regolamento (UE) 1308/2013 sull'organizzazione comune dei mercati.