Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo
Cerca per Prodotto
Cerca per Azienda

Exberry_dicembre 2020_leaderboard

 

Etichettatura delle carni, informazioni obbligatorie e facoltative

Nell’ambito del sistema obbligatorio di etichettatura, chi commercializza carni bovine deve indicare le seguenti informazioni: numero d’identificazione dell'animale o del lotto di animali, Paese e numero di approvazione dell’impianto di macellazione, Paese e numero di approvazione del laboratorio di sezionamento, Paese di nascita, Paese/i di ingrasso.

Azienda: AGROQUALITÀ
Fonte: rivista 'Alimenti&Bevande' n. 9/2009
Data: 01/09/2009


In seguito alla crisi provocata dalla BSE era necessario accrescere la fiducia dei consumatori, rendendo più trasparenti le informazioni sulle condizioni di produzione e di commercializzazione dei prodotti a base di carni bovine.

Nel 2000, pertanto, l’Unione Europea ha emanato il regolamento CE 1760, che istituisce un sistema d’identificazione e di registrazione dei bovini e detta norme sull'etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni bovine. A livello nazionale, con il decreto ministeriale del 30 agosto 2000 sono state fornite indicazioni e modalità applicative del suddetto regolamento.

Nell’ambito del sistema obbligatorio di etichettatura, chi commercializza carni bovine deve indicare le seguenti informazioni: numero d’identificazione dell'animale o del lotto di animali, Paese e numero di approvazione dell’impianto di macellazione, Paese e numero di approvazione del laboratorio di sezionamento, Paese di nascita, Paese/i di ingrasso.

Per tutte le indicazioni diverse da quelle elencate, la stessa normativa consente un sistema facoltativo di etichettatura. Questo permette agli operatori del settore di valorizzare il proprio prodotto fornendo al consumatore ulteriori informazioni, che possono riguardare le modalità di allevamento, l’alimentazione, l’animale, la macellazione, il nome del punto vendita o il logo dell’organizzazione.

Le modalità per fornire tali informazioni facoltative sono contenute in un disciplinare di produzione, predisposto dall’organizzazione interessata all’etichettatura ed approvato dall’autorità competente (in Italia è il ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali – Mipaaf).

Analogamente a quanto avviene per la carne bovina, anche la carne di pollame può essere etichettata con indicazioni aggiuntive rispetto a quelle previste obbligatoriamente, fornendo informazioni sull'animale e sulle relative carni, sul tipo di allevamento e di alimentazione.

Tale sistema volontario di etichettatura è disciplinato dal decreto Mipaaf del 29 luglio 2004.
In particolare, dette informazioni possono riguardare il Paese dell'impresa di produzione dei pulcini o incubatoio, il Paese e l’allevamento d’ingrasso, l'alimentazione, la forma di allevamento, la razza o il tipo genetico. Anche in tal caso è necessario che il disciplinare di produzione sia approvato dal Mipaaf.

Per entrambi i sistemi di etichettatura facoltativa l’organizzazione è tenuta ad assoggettarsi ai controlli effettuati da un organismo indipendente conforme alla norma internazionale UNI CEI EN 45011:1999. In questo ambito, Agroqualità ha maturato una significativa esperienza, essendo riconosciuta dal Mipaaf sin dal 2001 come soggetto idoneo a svolgere l’attività di controllo sulle filiere delle carni che adottano un sistema di etichettatura facoltativa.



Richiedi maggiori informazioni



Altri prodotti della stessa azienda:

Le certificazioni "free from"
Il futuro è sempre più bio
Perché la blockchain nel settore agroalimentare?
Lo standard UNI EN 16636: servizi di gestione e controllo delle infestazioni
La certificazione degli imballaggi a contatto con gli alimenti
Tutela delle tipicità: la certificazione delle produzioni Dop e Igp
Certificazione per la qualità dei prodotti ortofrutticoli e non solo…
Le certificazioni internazionali BRC ed IFS Food, come soddisfare la grande distribuzione organizzata