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Solfiti: problemi di sicurezza, ma dati scarsi

Fonte: EFSA
Data: 29/11/2022


L'assunzione di solfiti tramite l'alimentazione potrebbe costituire un problema di sicurezza per i forti consumatori di alimenti che contengono questi additivi. È quanto hanno concluso gli esperti dell'EFSA nella loro valutazione aggiornata dell'anidride solforosa (E220) e dei solfiti (E221-228). Le lacune nei dati sulla tossicità non hanno tuttavia permesso di confermare l'entità di alcuni effetti nocivi sulla salute.
Il solfito è naturalmente presente nel nostro organismo e anche in alimenti come mele, riso, cipolle e cavoli e in bevande come il vino. Viene anche aggiunto in funzione di conservante e antiossidante a frutta e verdura secca, prodotti a base di patate, birra e bevande al malto, vino e succhi di frutta.
"I dati di tossicità disponibili non erano sufficienti per ricavare una dose giornaliera accettabile (DGA). Abbiamo invece calcolato i margini di esposizione (MOE) considerando gli apporti tramite l'alimentazione e la dose associata a effetti neurotossici nei test su animali", ha affermato Maged Younes, presidente del gruppo di esperti EFSA sugli Additivi alimentari e gli Aromi (gruppo FAF).
Il MOE è il rapporto tra la dose minima alla quale un effetto avverso viene osservato e il livello di esposizione alla sostanza in questione. Nel caso dei solfiti, un rapporto al di sotto di 80 potrebbe indicare un problema di sicurezza.
"I MOE che abbiamo calcolato erano inferiori a 80 per i forti consumatori di tutte le fasce della popolazione, tranne che per gli adolescenti. Ciò significa che gli apporti stimati per questi consumatori potenzialmente superano il quantitativo che sarebbe ritenuto sicuro ovvero fino al 12,5% per i bambini (tra 3 e10 anni) e fino al 60% per gli adulti", ha sottolineato Matthew Wright, presidente del gruppo di lavoro EFSA su Anidride solforosa-Solfiti.
Il gruppo di esperti ha riscontrato evidenze di effetti nocivi sulla salute del sistema nervoso centrale. A causa di lacune nelle conoscenze, ha inoltre ribadito la propria precedente raccomandazione di indagare ulteriormente la questione dell'ipersensibilità o l'intolleranza di alcuni consumatori particolarmente sensibili.