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Sicurezza alimentare, i risultati dell'indagine Eurobarometro 2022

Fonte: EFSA
Data: 05/10/2022


Rispetto a qualche anno fa pesa maggiormente sugli europei il costo degli alimenti, divenuto il principale fattore che influenza gli acquisti, seguito dal gusto. Quasi la metà dei cittadini dell'Unione Europea considera importante anche la sicurezza alimentare e il 41% dà per scontato che gli alimenti che acquista siano sicuri.
Sono i risultati dell'indagine Eurobarometro 2022 sulla sicurezza alimentare nell'UE, effettuata con interviste a 27.000 soggetti in tutta l'Unione.
"Dal nostro ultimo sondaggio del 2019 - afferma Bernhard Url, direttore esecutivo dell'EFSA - sono successe molte cose, non ultime una pandemia mondiale e lo scoppio di una guerra in Europa. Non sorprende che per molti europei l'aumento del costo della vita influisca più di prima sulle scelte alimentari. D'altra parte la sicurezza alimentare rimane importante per molti di loro ed è incoraggiante vedere che quasi la metà si preoccupa di mangiare in modo sano nella stessa misura in cui si preoccupa dei rischi alimentari".
Quest'ultima fotografia delle opinioni dei cittadini arriva nel momento in cui il sistema di sicurezza alimentare dell'UE, l'EFSA e gli organismi di sicurezza alimentare di parecchi Stati membri compiono 20 anni.
"Questa ricorrenza - ha aggiunto Url - segna un traguardo per molte organizzazioni, tanti esperti scientifici e altri soggetti che hanno interessi nel nostro campo. Il ritmo crescente dell'innovazione e la complessità tecnica del modo in cui si producono, si acquistano e si consumano i nostri alimenti sono fattori ulteriori che spingono a una forte cooperazione tra Paesi e ambiti disciplinari scientifici. L'Eurobarometro 2022 mostra anche che la maggioranza dei cittadini riconosce che lo stato dell'ambiente, degli animali e delle piante ha un impatto sulla salute umana. Questo dato è un segnale positivo in questa fase di transizione verso sistemi alimentari sostenibili e una valutazione del rischio del tipo "One Health" (salute unica globale)".
Sette europei su 10 riconoscono l'apporto degli scienziati nel garantire la sicurezza degli alimenti e 8 su 10 si fidano di loro per le informazioni sulla relativa sicurezza. Alta la fiducia nelle istituzioni nazionali e dell'UE, riposta da circa i due terzi degli intervistati.
Oltre un terzo degli europei, inoltre, ha un livello di consapevolezza molto alto (21%) o alto (17%) sui temi della sicurezza alimentare, cioè ha sentito parlare di 10 o più dei 15 argomenti oggetto dell'indagine. In maggior percentuale hanno sentito parlare di additivi negli alimenti o nelle bevande (70%), residui di pesticidi negli alimenti (65%), residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (63%) o malattie degli animali (60%).
In testa alla lista delle preoccupazioni degli europei legate alla sicurezza alimentare stanno i residui di pesticidi negli alimenti (40%) e i residui di antibiotici, ormoni o steroidi nella carne (39%). Un numero minore di persone teme le malattie delle piante (11%), l'uso delle nuove biotecnologie nella produzione alimentare (8%) e le nanotecnologie applicate ad essa (5%).
Circa 6 persone su 10 (61%) indicano la televisione, via etere o via Internet, come una delle principali fonti di informazione sui rischi alimentari, seguita da famiglia, amici, vicini o colleghi (44%) e motori di ricerca Internet (37%), con rilevanti differenze tra le generazioni.
Più di 8 intervistati su 10 si fidano di medici (89%), di scienziati universitari finanziati da enti pubblici (82%) e di organizzazioni di consumatori (82%) per le informazioni sui rischi alimentari.
Solo una minoranza di europei non cambierebbe il proprio comportamento in caso di allarme alimentare (21%). Le ragioni principali che vengono da essi addotte includono il fatto di preparare già gli alimenti nel modo raccomandato (45%), e la convinzione che tutti gli alimenti comportino qualche rischio e che sia impossibile evitarli tutti (25%).