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Focolaio di Salmonella, EFSA e ECDC individuano la fonte in prodotti a base di cioccolato

Fonte: EFSA
Data: 19/04/2022


Grazie ad una valutazione rapida dell'EFSA e del Centro europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (ECDC), è stato compreso che alcuni alimenti a base di cioccolato prodotti da un'impresa nel suo stabilimento belga sono la fonte di un focolaio plurinazionale di Salmonella Typhimurium monofasica.
Il primo caso di contagio è stato rilevato il 21 dicembre nel Regno Unito; l'8 aprile i contagi sono saliti, tra confermati e probabili, a 150, hanno riguardato soprattutto bambini con meno di dieci anni e sono stati rilevati anche in altri nove Paesi: Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna e Svezia. È quanto si apprende da una nota pubblicata sul sito dell'EFSA.
La presenza di Salmonella Typhimurium monofasica è stata rilevata lo scorso dicembre dall'impresa stessa in un serbatoio di latticello, nel corso di controlli di routine. "Sono state quindi attuate alcune misure d'igiene - si legge sul sito dell'EFSA -, intensificando le operazioni di campionamento e i test sui prodotti e sull'ambiente di trasformazione. Dopo l'esito negativo dei test per Salmonella, i prodotti a base di cioccolato sono stati distribuiti in Europa e nel resto del mondo. A fine marzo 2022, non appena sono stati resi disponibili i dati di sequenziamento mediante tecniche avanzate di tipizzazione molecolare, gli esperti dell'EFSA hanno stabilito un collegamento tra i casi di contagio e lo stabilimento belga".
Dal 2 aprile le autorità nazionali competenti hanno iniziato a inviare le prime segnalazioni, l'impresa ha richiamato volontariamente prodotti e lotti specifici in diversi Paesi, ma l'8 aprile 2022, a seguito di controlli ufficiali, l'autorità belga per la sicurezza alimentare le ha ritirato l'autorizzazione alla produzione oltre a richiamare tutti i prodotti dello stabilimento, indipendentemente dal numero di lotto o dalla data di scadenza.
Gli esperti dell'EFSA e dell'ECDC ritengono che siano necessarie ulteriori indagini per individuare la causa profonda e il momento esatto della contaminazione, nonché i fattori all'origine della stessa.