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Etichettatura, Bellanova: "No a schemi opachi e fuorvianti"

Fonte: Mipaaf
Data: 25/10/2020


"Chiediamo un nuovo inizio, che metta al centro della riflessione il consumatore e i prodotti di qualità, senza farsi condizionare dagli schemi esistenti, ma basandosi su rigore scientifico e valutazione a tutto campo degli strumenti necessari ad incentivare l'adozione di diete equilibrate".

Così la ministra delle Politiche agricole alimentari e forestali, Teresa Bellanova, aprendo giovedì scorso l'incontro, in videoconferenza, con la commissaria europea alla Salute, Stella Kyriakides, per un confronto che la stessa commissaria aveva sollecitato dopo la presentazione all'Agrifish (il Consiglio UE in cui si incontrano i ministri competenti di Agricoltura e Pesca) nel settembre scorso della posizione sul tema etichettature nutrizionali fronte-pacco sostenuta da Italia, Repubblica Ceca, Romania, Ungheria, Grecia, Cipro e Lettonia.

"Considero questa sollecitazione un segno di attenzione verso le posizioni che l'Italia esprime su questo punto, in sintonia con altri Stati membri", ha infatti voluto sottolineare Bellanova.

Che, dopo aver riepilogato i punti qualificanti del "non paper"1 presentato durante il Consiglio, ha rilanciato, chiedendo alla Commissione UE di immaginare una strategia più ampia dove a schemi di etichettatura trasparenti si affianchino campagne informative ed educative di massa sull'importanza di diete bilanciate: "Come dimostrano le statistiche dell'Organizzazione mondiale della Sanità, nei Paesi dove le etichettature nutrizionali fronte-pacco con messaggi semplificati e uso del colore sono in vigore da anni il risultato in termini di lotta all'obesità è nullo. Questo non sorprende: correggere stili di vita sbagliati richiede molto di più che un semaforo".

"Per noi - ha evidenziato Bellanova - è importante informare in modo trasparente e corretto il consumatore, che va convinto senza stratagemmi e paternalismo. Non è il singolo prodotto a creare un danno, ma il complesso della dieta e gli stili di vita".

Quindi, sul merito dell'iniziativa legislativa della Commissione europea annunciata nella strategia "Farm to Fork", Bellanova ha sollecitato il cronoprogramma dei prossimi step e ribadito i temi sensibili quali il dilemma tra volontarietà e obbligatorietà di un possibile schema europeo e l'esclusione delle Dop e Igp dall'etichettatura fronte-pacco.

"Si dovrebbe ragionare su un sistema volontario, ma esclusivo, per evitare la frammentazione sul mercato interno", ha proposto la ministra sul primo punto. Quanto al secondo, ha esortato ad evitare "il corto circuito di politica agricola per cui lo stesso prodotto è riconosciuto, tutelato e promosso sui mercati esteri per le sue caratteristiche intrinseche come un prodotto di qualità e contemporaneamente rischia di essere sconsigliato per la salute del consumatore".

IL NON PAPER

Il non paper è stato illustrato dalla ministra Bellanova nel corso dell'Agrifish del settembre scorso.
Il documento è sostenuto al momento da sei Paesi europei: Repubblica Ceca, Cipro, Grecia, Lettonia, Romania e Ungheria.
Ruota attorno a precisi punti fermi:

· necessità di un dibattito aperto sul migliore approccio alle etichettature nutrizionali, evitando che schemi sviluppati dal mercato e già esistenti e "opachi" condizionino i decisori pubblici su un tema con conseguenze in materia di salute, mercato interno e valori culturali;
· esclusione delle Dop e Igp e dei prodotti considerati ingredienti (olio) da futuri schemi UE;
· contenuto educativo degli schemi di etichettatura nutrizionale, che non devono fornire giudizi complessivi sul valore nutrizionale dei prodotti;
· inefficacia dell'uso del colore, definito "banalizzante", in questo tipo di schemi;
· volontarietà dello schema;
· riferimento ai necessari apporti giornalieri di elementi nutrizionali anziché a 100 grammi;
· adeguata considerazione delle diete tradizionali e della cultura gastronomica dei diversi Stati europei.