Cerca nella sezione
Cerca nel Titolo

 

Doppia qualità dei prodotti alimentari, studio della Commissione UE

Fonte: Dario Dongo
Data: 25/06/2019


La Commissione UE ha pubblicato ieri i risultati di una campagna di prova paneuropea sui prodotti alimentari, da cui emerge che alcuni prodotti, pur avendo una diversa composizione, recano un marchio identico o simile.
Lo studio ha analizzato 1.380 esemplari di 128 diversi prodotti alimentari commercializzati in 19 Stati membri. Un campione non certo rappresentativo della grande varietà di prodotti alimentari disponibili sul mercato dell'UE. In ogni caso, Bruxelles è giunta alle conclusioni che seguono:

· non esiste un "doppio standard" degli alimenti per i consumatori dell'Est e dell'Ovest dell'Ue;
· le eventuali differenze sono spesso giustificate da "esigenze commerciali";
· nella maggioranza dei casi la composizione dei prodotti è comunque risultata conforme alla loro presentazione. Per il 23% dei prodotti quanto indicato sulla parte anteriore della confezione e la composizione coincidevano, mentre per il 27% dei prodotti a una diversa composizione corrispondeva una diversa parte anteriore della confezione;
· il 9% dei prodotti presentati come identici nei diversi Paesi dell'UE aveva una composizione diversa. Tali prodotti presentavano una parte anteriore della confezione identica, ma una composizione differente;
· un altro 22% dei prodotti presentati in modo simile aveva una composizione differente: tali prodotti presentavano una parte anteriore della confezione simile, ma una composizione differente;
· non è stato rilevato alcun modello geografico coerente per quanto riguarda l'uso di imballaggi identici o simili per prodotti con una composizione differente. Le differenze di composizione rilevate nei prodotti analizzati, inoltre, non implicano necessariamente, secondo la Commissione, una differenza di qualità.

Nel presentare lo studio, la Commissione ha pubblicato un nuovo invito a fare proposte, con una dotazione di bilancio complessiva di 1,26 milioni di euro, per rafforzare la capacità delle organizzazioni dei consumatori di analizzare i prodotti e individuare pratiche potenzialmente ingannevoli. Il termine per la presentazione delle domande scade il 6 novembre 2019.

Contesto

Secondo la normativa UE, le attività di marketing che promuovono un bene come identico a un bene commercializzato in un altro Stato membro - nonostante una composizione o caratteristiche sensibilmente diverse che non possono essere giustificate da motivi legittimi e obiettivi - possono ingannare, in modo illecito e sleale, i consumatori.
Lo studio pubblicato, condotto dal Centro Comune di Ricerca della Commissione, descrive la situazione rilevata sui mercati dei 19 Stati membri che hanno partecipato all'indagine tra novembre e dicembre 2018. La "campagna di prova" rientrava nella risposta della Commissione europea alle preoccupazioni in merito alle differenze di qualità dei prodotti alimentari. I prodotti sono stati selezionati in base ai suggerimenti degli Stati membri, formulati in base a denunce delle autorità o associazioni di tutela dei consumatori.
L'analisi è stata condotta con una metodologia armonizzata sviluppata dal Centro Comune di Ricerca in collaborazione con gli Stati membri. Tale metodologia consente di effettuare il campionamento, l'analisi e l'interpretazione dei dati in modo comparabile in tutta l'UE. Tutti gli Stati membri sono stati invitati a raccogliere informazioni sulla composizione dei prodotti alimentari selezionati, in vendita sui rispettivi mercati. Diciannove Stati membri hanno inviato informazioni relative a 113 prodotti di marca e a 15 prodotti a "private label". In una prima fase l'analisi ha riguardato le informazioni che figurano sulle etichette dei prodotti e ciò che appare sulla parte anteriore della confezione del prodotto.
La relazione pubblicata fornirà una base più solida per la discussione del tema delle differenze di qualità nell'UE, ma saranno necessarie ulteriori iniziative e ricerche per rendere più rappresentativa la valutazione e per meglio comprendere il nesso tra composizione e qualità di un prodotto.
Gli Stati membri che hanno partecipato all'indagine sono: Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Ungheria.
La questione "Dual Quality" era emersa a seguito di una serie di denunce sollevate da alcuni Paesi dell'Europa dell'Est, ottenendo immediatamente un riscontro da parte dell'esecutivo europeo. Lo stesso presidente della Commissione europea, Jean Claude Juncker, aveva personalmente seguito il caso.
Successivamente le istituzioni avevano focalizzato la propria attenzione sulla questione, attraverso i seguenti passaggi:

· chiarire i casi in cui le differenze di qualità dei prodotti costituiscono una pratica ingannevole grazie al "new deal" per i consumatori, su cui è stato di recente trovato un accordo;
· stabilire una metodologia comune per l'analisi dei prodotti alimentari;
· pubblicare una serie di orientamenti per assistere le autorità nazionali nell'applicazione del diritto dei consumatori e del diritto alimentare dell'UE;
· destinare oltre 4,5 milioni di euro alla risoluzione del problema;
· analizzare i prodotti secondo una stessa metodologia in tutta l'UE, per meglio comprendere il fenomeno delle differenze di qualità dei prodotti.