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Differenze di qualità, la Commissione UE pubblica orientamenti per contrastare le pratiche sleali

Fonte: Commissione europea
Data: 28/09/2017


L'altro ieri la Commissione europea ha pubblicato una serie di orientamenti sull'applicazione della normativa comunitaria sui prodotti alimentari e sulla tutela dei consumatori per quanto riguarda le differenze di qualità di alimenti e bevande venduti in Paesi differenti.

Tali indicazioni mirano ad aiutare le autorità nazionali a stabilire se un'impresa sta infrangendo:

· il regolamento (UE) 1169/2011, che prevede che ai consumatori siano fornite informazioni sufficienti e affidabili su un determinato prodotto alimentare, e
· la direttiva 2005/29/UE, che vieta le pratiche commerciali sleali, quali la commercializzazione di prodotti identici della stessa marca con modalità che potrebbero ingannare il consumatore, quando vende prodotti alimentari con differenze di qualità in Paesi diversi.

"Non accetterò che in alcune parti dell'Europa - aveva affermato il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, in occasione del discorso sullo stato dell'Unione europea (UE) - vengano venduti alla gente prodotti alimentari di qualità inferiore rispetto a quella di altri Paesi, nonostante la confezione e il marchio siano identici. Dobbiamo attribuire alle autorità nazionali poteri più forti per eliminare le pratiche illegali laddove sussistano".
"Presentare due prodotti diversi nella confezione della stessa marca - ha aggiunto la commissaria per la Giustizia, i Consumatori e la Parità di genere, VÄ›ra Jourová - è ingannevole e sleale nei confronti dei consumatori. Questo problema dimostra con chiarezza che possiamo risolvere i problemi transfrontalieri solo se collaboriamo a livello comunitario. Per troppo tempo i singoli Stati membri non sono stati in grado di affrontare il problema. Sono determinata a porre fine a questa pratica, vietata dalla normativa dell'UE, e a garantire che tutti i consumatori siano trattati in modo equo".
Altre azioni della Commissione - Oltre agli orientamenti citati, la Commissione sta lavorando a una metodologia finalizzata a migliorare le prove comparative sui prodotti alimentari, in modo da consentire agli Stati membri di discutere della questione sulla scorta di una base scientifica solida e condivisa che sia la stessa per tutti. Per lo sviluppo di tale metodologia ha messo a disposizione del Centro comune di ricerca (Jrc) 1 milione di euro. Sta inoltre finanziando ulteriori attività che riguardano la raccolta di prove e la vigilanza sull'applicazione delle norme, con l'erogazione agli Stati membri di 1 milione di euro per il finanziamento di studi o di misure volte a garantirne il rispetto.